[BO] Fine settimana antirazzista e antisecuritario


Dopo la vicenda ignobile di una donna ivoriana denunciata a Napoli come “clandestina” nell’ospedale ove era andata a partorire, filtrano qua e là dai giornali altre testimonianze di questa odiosa pratica delatoria, che è un tipico dispositivo di potere dei totalitarismi.

A Brescia un senegalese di 32 anni, anch’egli “clandestino”, è stato espulso per un mal di denti. In ospedale non voleva andarci, ma dopo 4 giorni senza dormire e mangiare a causa del dolore, non ce l’ha fatta più ed è corso agli Spedali Civili. È stato catturato nella sala d’attesa del pronto soccorso odontoiatrico.

A Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, un medico in servizio al pronto soccorso, applicando l’emendamento della Lega Nord al ddl sicurezza, ha denunciato alla polizia come “clandestina” una ragazza nigeriana di 20 anni che si era sentita male.

Intanto, a Foggia la doppia linea dell’autobus numero 24, una riservata ai “cittadini italiani”, l’altra per gli “immigrati”, è un primo esperimento di segregazione razzista che richiama le procedure differenziali del colonialismo fascista in Africa.

Oggi si impone una nuova economia del potere che favorisce e valorizza comportamenti discriminatorî fornendo anche ipocrite, edificanti giustificazioni. Tutto ciò è incivile, intollerabile, pericoloso per tutti. Noi sappiamo bene da che parte stare e invitiamo tutt* a partecipare ad alcune iniziative di questo fine settimana a Bologna, in concomitanza con le mobilitazioni al fianco dei migranti a Brescia, Castel Volturno, Padova, Pisa, Senigallia (vedi meltingpot.org) e in preparazione della manifestazione nazionale dei migranti e degli antirazzisti a Milano il 23 maggio. Ecco le iniziative bolognesi:

Venerdì 17 aprile, dalle ore 17 alle 22, in Piazza San Francesco, “Libertà contro sicurezza”, con musica, happening di fumetti, letture da Fenoglio e Calvino e per finire… cena all’aperto! L’iniziativa fa parte della campagna del c.s. TPO “Io non ho paura” ed è promossa assieme agli studenti sgomberati di Bartleby.

Sabato 18 aprile, ore 20, cena di autofinanziamento del Coordinamento Migranti di Bologna presso VAG61, via Paolo Fabbri 110 (la prenotazione è obbligatoria).

Domenica 19 Aprile, dalle ore 10.30 alle 22.30, in Piazza dell’Unità, festa e lotta in occasione della “Quarta giornata per i diritti e la libertà dei migranti”. La festa è stata rimandata per maltempo al 10 maggio.

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1 Response to [BO] Fine settimana antirazzista e antisecuritario

  1. Fabio says:

    sabato 18 aprile

    ore 16

    Piazza Rovetta – Brescia

    Sicuri dei nostri diritti contro la loro sicurezza

    Ogni giorno ministri, partiti politici e sindaci (con i mezzi di informazione a rimorchio) ci raccontano che sono gli immigrati il vero problema italiano, il pericolo pubblico del nostro paese. Usano la paura come principale fonte di voti e di consensi, come strumento privilegiato di comando sulla società e di salvaguardia dei propri interessi e privilegi. Promulgano leggi razziali che rendono ancora più ricattabili e precari i migranti, colpendo anche la sicurezza sociale di tutte e tutti.
    Hanno questo effetto la legge Bossi-Fini, il “pacchetto sicurezza”, l’esclusione dei non italiani residenti da bonus e ammortizzatori sociali, la trasformazione della clandestinità in reato, l’obbligo per i medici di denunciare chi non ha un permesso di soggiorno, il divieto di iscrivere all’anagrafe i neonati figli di genitori senza permesso, il prolungamento a sei mesi della detenzione degli immigrati irregolari nelle galere etniche ribattezzate CIE (i centri di identificazione ed espulsione, gli ex CPT).

    Per gli uomini e le donne che non si lasciano intontire dall’“emergenza immigrazione” e che invece chiedono giustizia sociale, protestano e si mobilitano per far pagare la crisi (anche a Brescia i disoccupati sono raddoppiati e dilaga la cassaintegrazione) non agli ultimi fra gli ultimi ma ai banchieri, agli imprenditori e ai governanti che l’hanno provocata, la risposta è semplice: è vietato protestare, è vietato organizzarsi e pretendere diritti ed uguaglianza.

    Vogliono sostanzialmente cancellare il diritto di sciopero (con la trovata dello “sciopero virtuale”), partendo dai lavoratori del trasporto pubblico e prendendo a pretesto la mobilità dei cittadini. Sempre più spesso le iniziative di lotta degli studenti per la salvaguardia del diritto all’istruzione e la resistenza dei lavoratori di fronte ai licenziamenti, o per la difesa del proprio salario, vengono attaccate dalle forze dell’ordine. Inoltre, proprio in tempi di mobilitazioni nelle scuole e nelle università, il voto in condotta diventa giudizio determinante e quanto mai arbitrario.

    L’imperativo è il controllo sociale: la videosorveglianza arriva ovunque, si moltiplicano i corpi di polizia, si istituzionalizzano le ronde leghiste e ricevono legittimazione dall’alto persino i “bravi ragazzi italiani”, organizzati in squadracce fasciste, che da tempo in varie città aggrediscono, fino ad ammazzare, immigrati, studenti e attivisti di sinistra. I sindaci della paura spingono l’ossessione securitaria fino alla proibizione dei comportamenti più innocui di coloro che vogliono vivere le vie, le piazze e i parchi pubblici (ad esempio mangiando un panino, bevendo una birra, giocando o solo sedendosi su una panchina…).

    Succede anche nella nostra città, dove l’Amministrazione Paroli-Rolfi toglie le panchine da piazza Rovetta, mette divieti ovunque (anche contro il diritto a manifestare), annuncia la costruzione di un carcere per immigrati irregolari (CIE). Arriva persino a rimangiarsi la decisione di concedere un bonus di 1000 euro a tutti i neonati, pur di non darlo anche ai figli di cittadini immigrati, come invece le impongono la Costituzione e i ripetuti pronunciamenti della magistratura. Tutto questo nel nome della sicurezza, del decoro urbano, della lotta al degrado.

    Brescia sarà anche quest’anno, a metà aprile, la città di EXA, la terza esposizione al mondo di armi leggere, l’unica che non mette alcun limite di accesso al pubblico, nemmeno ai bambini. Con il solito accattivante invito ad armarsi tutti un po’ per sport e un po’ per difendersi meglio, saranno messe in vetrina le cosiddette armi “leggere”, in realtà armi utilizzate anche negli scenari di guerra.

    Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai migranti e alle migranti, agli studenti e alle studentesse, ai cittadini e alle cittadine perché Brescia e la provincia non siano il laboratorio della paura, del controllo sociale, del razzismo.

    Per costruire insieme una grande mobilitazione e una grande manifestazione

    sabato 18 aprile 2009

    che attraversi per le vie del centro della città e affermi con determinazione e convinzione che libertà, giustizia, dignità e diritti devono essere per tutti e per tutte.

    Kollettivo Studenti in lotta – C.S. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Confederazione Cobas
    SLO (studenti lavoratori organizzati) – Radio Onda d’Urto – Sinistra Critica – Centro Sociale 28 maggio
    SdL Intercategoriale – Rete antifascista provinciale – Kollettivo culturale Basso Garda

    per adesioni: 18aprile@gnumerica.org

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