“Sicurezza” e manganellate


Sempre più oggi le politiche di “sicurezza” diventano un modo ipocrita per opprimere la libertà, intimidire la protesta sociale e scatenare una continua, “normale” violenza di stato.

A Reggio Emilia una manifestazione non autorizzata promossa dall’assemblea “io non ho paura” per protestare contro il divieto di manifestare nel centro storico nel fine settimana è stata caricata ripetute volte dalla polizia (resoconto, foto, audio). Alcuni feriti, fra cui un passante in bicicletta estraneo al corteo.

Da Lampedusa giungono invece le voci dei migranti che raccontano la dura repressione del febbraio 2009 all’interno del Centro di identificazione e espulsione (Cie). Manganellati dalla polizia “senza pietà”, ferite alla testa, fratture e contusioni. Nel Cie di Lampedusa vi sono più di 600 tunisini e un centinaio di marocchini, rinchiusi da oltre tre mesi in condizioni inumane. Leggi tutto su terrelibere.org/terrediconfine.

Intanto si sgonfia il grande bluff della paura: la manipolazione mediatica delle coscienze s’incrina dinanzi al fallimento reale dell’economia. L’autoritarismo statale e la violenza “legale” si mostrano sempre più per quello che sono.

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1 Response to “Sicurezza” e manganellate

  1. *** says:

    Con le odierne cariche a Reggio Emilia, di antica e, – ahimè, (ahi tutt*) – “solida” tradizione scelbiana, anche la forse dell’Ordine, non fanno altro che riprendere un abusato citazionismo, commemorando energicamente e non sappiamo quanto consapevolmente il 18 aprile

    Ah! Questa stolida propensione a tornare sul luogo del delitto…

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