Il 5 aprile è alle porte


Non da oggi i fascisti speculano sulle paure della gente propagandando l’intolleranza con la scusa del patriottismo e della tradizione. Ma in questi giorni, da Palermo a Bergamo (1, 2, 3), il razzismo aggressivo di Forza Nuova ha destato ferme proteste sociali. Ripubblichiamo da Articolo 21 una cronaca sull’imminente convegno milanese del 5 aprile.

L’estrema destra si incontra a Milano, ma l’Anpi “resiste”

di Bruna Iacopino

Il 5 aprile è ormai alle porte. Si prepara Milano, si prepara Forza Nuova, si preparano gli antifascisti milanesi e non solo. Si, perché il 5 aprile, nella città medaglia d’oro per la Resistenza, si dovrebbe tenere il raduno europeo dei partiti di estrema destra, da FN, appunto, al British national party britannico, all’NPD tedesco, al Front National francese al Proti Grammi greco-cipriota, previsti un convegno e una manifestazione pubblica, il tutto sotto il titolo: “La nostra Europa, popoli e tradizione contro banche e poteri forti”.

A ridosso dell’annuncio si scatena immediata la reazione dell’Anpi che oltre a rivolgere un appello al sindaco Moratti, fa circolare in rete una petizione http://www.petitiononline.com/nofn5apr/petition.html ribadendo la necessità di un netto rifiuto dinnanzi alla presenza di partiti apertamente xenofobi e di ispirazione nazista, petizione che può già contare su circa 10.000 firme. La bagarre scatenata anche a livello mediatico non scuote tuttavia più di tanto il sindaco Moratti che mantiene invece la linea della “libertà di espressione” che a tutti va concessa, indipendentemente dalla condivisione o meno delle idee espresse. La manifestazione potrebbe essere vietata solo per ragioni di ordine pubblico e nient’altro. Diversa invece la dinamica legata al Convegno. È di qualche giorno fa la notizia, pubblicata sul Corriere della sera, secondo cui il presidente della Fondazione Stelline avrebbe negato la disponibilità della Sala, inizialmente concessa per il convegno, a causa della presenza fra i relatori di alcuni convinti sostenitori di tesi negazioniste: “… oggi apprendiamo dal Corriere – si legge su un comunicato di FN, – non senza sorpresa, che il presidente della fondazione Stelline Camillo Fornasieri, vorrebbe toglierci la disponibilità della sala adducendo motivazioni del tutto infondate oltreché infamanti e lesive della onorabilità del nostro movimento. Tanto da essere al vaglio dei nostri legali. Precisiamo tra l’altro che la convenzione per l’uso degli spazi è stata firmata in data 10 febbraio c.a. (non da ieri quindi) e che l’importo totale è già stato versato interamente”. Fn insomma non demorde e da appuntamento a tutti i suoi iscritti a Palazzo delle Stelline.

In seguito alla reazione dell’Anpi, del resto, era stato lo stesso Roberto Fiore a invitare provocatoriamente l’Anpi stesso a prendere parte al convegno.

Ma i nonnini antifascisti, come vengono etichettati in qualche commento sui siti di Fn, non le mandano certo a dire: “L’Anpi chiede al governo ed al ministro degli Interni di vietare il raduno nazifascista in applicazione delle leggi dello Stato nel rispetto doveroso dei valori dell’antifascismo e dei principi e delle norme costituzionali di libertà, democrazia, diritti umani e serena convivenza civile, che ritiene misconosciuti e contrastati da Forza Nuova”. Per questo fa appello “a tutti i suoi Comitati provinciali e regionali, ai singoli cittadini, alle associazioni democratiche, alle forze politiche antifasciste, ai Sindacati e Istituzioni dello Stato affinché in ogni parte del Paese si susciti lo sdegno e la protesta contro il raduno nazifascista e con adeguate iniziative e manifestazioni popolari sia celebrato il 25 aprile a memoria di quanti, civili e militari, donne e uomini dettero la loro vita o combatterono per una Italia libera, democratica e repubblicana”.

Intanto si muove qualcosa anche sul fronte politico: il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati in una lettera inviata al Prefetto Gian Valerio Lombardi, chiede che venga convocata una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. “Ricordiamoci – sottolinea Penati – di cosa successe l’11 marzo del 2006, ed evitiamo che l’appuntamento del 5 aprile diventi l’ennesima occasione per mettere la città a ferro e fuoco. Credo sia dovere di tutte le istituzioni non sottovalutare il problema come purtroppo sta avvenendo, ma garantire ai milanesi che ci sarà il massimo impegno di tutti, a partire dalle forze dell’ordine, per scongiurare il ripetersi di un’altra giornata di tensione, paura e violenza”.

Nel 2006 infatti, si era verificato un episodio molto simile, con la piazza concessa a Fiamma Tricolore a pochi giorni dall’anniversario della morte di Davide Cesari, meglio noto come Dax, assassinato nella notte tra il 16 e il 17 marzo del 2003. In quell’occasione si erano registrate scene da guerriglia urbana con gli antifascisti, autonomi, ragazzi dei centri sociali bloccati dalla polizia per “corteo non autorizzato”… le cariche, la reazione e infine oltre 40 fermi, seguiti poi da una serie di arresti.

Da una parte dunque la paura che possano ripetersi episodi di violenza tra fronti contrapposti, dall’altra i dubbi e le normali perplessità di fronte alla presenza di gruppi politici e rappresentanti dal curriculum non proprio “pulito”.

Prendiamo alcuni di questi personaggi… oltre a Roberto Fiore, le cui vicende personali e giudiziarie sono ben note in Italia, troviamo il segretario generale dell’Npd tedesco, Ugo Voight sotto processo in questi giorni in Germania, insieme ad altri due leader del partito tedesco, per “incitamento all’odio razziale” e “ingiurie”. I fatti risalgono (coincidenza) al 2006, in occasione dei mondiali di calcio. In quell’occasione l’NPd aveva preso di mira il calciatore di colore Patrick Owomoyela, usando slogan di carattere razzista. Owomoyela si è costituito parte civile nel processo insieme alla Lega calcio tedesca. Una nuova udienza si dovrebbe tenere il 7 aprile.

Bruno Gollnisch del Front National, eurodeputato ed ex professore di diritto all’università di Lione, condannato, lo scorso anno, a cinque mesi di reclusione con la sospensione della pena e ad una multa di 5.000 euro per aver contestato nel 2004 l’esistenza delle camere a gas.

Sulla stessa scia c’è Simon Darby del British national party, il cui nome ha convinto da solo Fornasieri. Attesi poi gli amici ungheresi del MIEP, formazione di estrema destra sostenitrice del progetto “Grande Ungheria” e quelli del Proti Grammi greco-cipriota che si oppongono all’ingresso della Turchia nell’Unione europea in nome delle “nostre radici cristiane”.

Insomma, tanto per non farsi mancare nulla…

E mentre la Moratti acconsente c’è, però, chi non gradisce poi tanto e lo fa presente anche in Parlamento con un’interrogazione ad hoc (presentata dal PD, primo firmatario Emanuele Fiano), e che, già domani dovrebbe avere risposta nell’ambito del question time.

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1 Response to Il 5 aprile è alle porte

  1. f says:

    non so se riuscirò a partecipare all’assemblea, ci riesco di rado, ma sarei interessato a sapere se da bologna si organizzano partenze per milano il 5 aprile.
    immagino ne darete informazione sul sito.grazie

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