Assemblea Merc27 h21 @xm24

20 Ago, 2008
A fine 2006 ci siamo costituiti in Assemblea Antifascista Permanente con lo scopo di rilanciare a Bologna i valori e le pratiche dell'antifascismo: la pratica della libertà, l'azione diretta, la creatività antigerarchica, l'antisessismo, l'antirazzismo, l'antiomofobia, la resistenza concreta contro ogni discriminazione e contro ogni tentativo di imporre dall'alto un modo di esistere uguale per tutti.

Per riconsiderare insieme questo percorso e discutere se e come portarlo avanti, per riflettere su quali linee di azione possano oggi risultare più efficaci, per ragionare sulle strategie della destra,

invitiamo tutt* a intervenire all'ASSEMBLEA che si terrà

mercoledì 27  agosto 2008 alle ore 21

presso XM24 - Via Fioravanti, 24
bus 11 fermata Bolognese

Parma, 25.08.2008: in ricordo di Mario Lupo

18 Ago, 2008

2008/08/25 Parma: anniversario Mario Lupo

Il 25 agosto ricorre il 36° anniversario dell'uccisione di Mariano Lupo per mano di un gruppo di neofascisti. Anche quest’anno ci si troverà laddove Mario venne colpito, di fronte all’ex cinema “Roma” di viale Tanara, lunedì 25 alle 18.30.

Per ricordare quel tragico fatto e per dire ancora una volta NO al fascismo, alle discriminazioni, all’intolleranza, alla xenofobia.

Parlerà il compagno Pier Michele Pollutri, per il COMITATO ANTIFASCISTA E PER LA MEMORIA STORICA di PARMA.

Partecipate tutti/e!

Kebab, nuovo spauracchio dei razzisti al potere

16 Ago, 2008
Con sinistri echi da fine anni'30, Radio Padania Libera incita al boicottaggio delle attività commerciali gestite da migranti, gridando orrore per "Italiani padani che vanno a mangiare il kebab", in zone  nelle quali, per il "degrado portato da quelle attività", le "persone normali non andranno più"

A Verona l'editto padano è subito rispettato come Legge: un migrante che stava mangiando appunto un kebab su una panchina è stato costretto ad alzarsi e a buttare il panino da una pattuglia mista Carabinieri-Esercito

Agguato naziskin a Fano

10 Ago, 2008

Agguato naziskin a Fano: due 30enni presi a calci e pugni

L’episodio si è verificato a Ponte Sasso di Fano, davanti al noto locale Sun City Beach. Sette o otto nazi hanno malmenato pesantemente due uomini per alcuni minuti... Così, a caso. Per seminare paura. Una sorta di "strategia della tensione" in formato paesano e postmoderno.

«Erano in 7-8, con anfibi e teste rasate. Ci hanno apostrofato con aria sprezzante tirando in ballo incomprensibili questioni politiche. [...] Per fortuna, dopo alcuni minuti siamo riusciti a dirigerci verso la porta del locale all’interno del quale c’erano ancora dei camerieri, che ci hanno fatto entrare e ci hanno prestato le prime cure dandoci del ghiaccio da mettere sulle ferite».

Vedi il “Resto del Carlino”.

Tre fascisti nel vuoto

9 Ago, 2008

Nel pomeriggio dell’8 agosto, in una Bologna vuota e assolata, tre neofascisti di Casa Pound, con simboli e bandiere ben in vista, impiastricciano le strade del centro con la loro propaganda e salgono sulla torre Asinelli per issarvi la bandiera del Tibet. Ovviamente, la notizia trova risonanza sui media di regime.

Vedi anche Indymedia ER.

Governo fascista ruba bambini rom

9 Ago, 2008

In Europa, già tra Sei e Settecento si cercava di assorbire il problema del nomadismo “eslege” sottraendo i bambini agli accampamenti diseducativi per affidarli ai contadini e al duro lavoro dei campi.
Anche oggi il governo italiano cerca di sottrarre i bambini rom per farne degli «adulti consapevoli e rispettosi».
Così, spuntano le prime “case di accoglienza” per bambini rom rubati ai genitori.
Basta che una ragazza chieda l’elemosina d’estate con un bimbo di tre mesi, e – anziché aiutarli – subito lo stato denuncia la mamma togliendole il figlio e la patria potestà. Non è più tuo figlio. D’ora in poi crescerà in un «ambiente accogliente e socialmente sano». E saprà un giorno di non aver nemmeno conosciuto sua madre.
Intanto, fino a pochi anni fa tutti denunciavano l’aumento dei maltrattamenti sui bambini proprio nelle famiglie "normali", consacrate e perbene. Ora non se ne parla più. A leggere i giornali, sembra che solo i rom maltrattino i figli. Ipocrisia e razzismo vanno sempre a braccetto.

Contro ogni forma di disciplinamento dei corpi

8 Ago, 2008

Bologna, 10-12 ottobre 2008.
Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi.

Obiettivo della tre giorni è tentare di trasformare la crisi della rappresentanza – esemplificata dalle ultime elezioni politiche, ma anche dal bilancio fallimentare di una lunga stagione di commistione di parti del movimento LGBTIQ con partiti e istituzioni – in un’opportunità per l’apertura di una nuova fase di movimento. Il Coordinamento Facciamo Breccia, nato nel 2005 come percorso di mobilitazione permanente fondato su autodeterminazione, laicità e antifascismo, ma non come coordinamento esclusivamente LGBTIQ, si assume quindi l’onere di promuovere la tre giorni insieme ai gruppi bolognesi che già hanno indetto l’assemblea cittadina da cui è nata questa proposta. Vorremmo quindi che questa occasione vedesse come protagoniste tutte quelle realtà LGBTIQ – afferenti o meno a Facciamo Breccia – che, a partire dal proprio territorio, credono che le parole d’ordine e le pratiche cui si debba oggi ispirare un movimento che intenda riprendere parola e azione per fare fronte alle derive razziste e alla pervasiva diffusione di ideologie e pratiche securitarie e di normalizzazione, siano: autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione. Parole da declinare in pratiche incarnate e sessuate che riconoscano i nessi dell’emergente complesso razzista-xeno-omo-lesbo-trans fobico.

Vedi il testo integrale.

Sulle falsità pubblicate da “Repubblica”

7 Ago, 2008

2 agosto. Per un altro appuntamento, inoltre; ma non “invece”


Letto l’articolo di Alessandro Cori, pubblicato il 6 agosto da “Repubblica Bologna”, ci preme precisare:

1) È completamente falso (e, vogliamo augurarci, dovuto a scarsa o frettolosa “informazione”) che – come affermato dall’articolo di Cori – la proposta di costruire un possibile appuntamento pomeridiano a partire dal prossimo agosto sia finalizzata a «soddisfare i ‘contestatori’ che credono in una verità alternativa a quella stabilita dalla magistratura». Noi NON crediamo in alcuna “verità alternativa”. Al contrario, abbiamo scritto: «Oggi come ieri, Mambro e Fioravanti combattono la loro battaglia e sempre con buone coperture istituzionali. Dopo aver promosso il neofascismo con le bombe, ora lo fanno con le parole, le interviste, le menzogne, mentre i giovani fascisti tornano a uccidere, picchiare e tirare molotov contro centri sociali e campi nomadi».

2) La proposta di un appuntamento pomeridiano NON è in concorrenza con la tradizionale celebrazione istituzionale del mattino: non si tratterà in alcun caso di due manifestazioni “in parallelo” (come afferma l’articolo in questione) o in competizione, per la semplice ragione che la differenza di orario permette a chi vuole (compreso noi) di partecipare liberamente ad entrambe. La proposta nasce dall’esigenza di dare espressione pubblica a chi, come noi, combatte con decisione l’offensiva revisionista (sostenuta dal governo, AN, media berlusconiani, P2, neofascisti) che agita la fantomatica “pista palestinese”.

Da anni chi protesta pacificamente, con fischi o slogan o abbandonando la piazza, viene come minimo stigmatizzato da partiti, media, etc. Anche quando ad essere onorato dal palco è uno come Rotondi che, pur facendo parte di un governo che comprende fascisti e piduisti, ha avuto la faccia tosta di elogiare l’antifascismo per rabbonire la piazza, e che nelle dichiarazioni e interviste seguite al suo show si è lasciato sfuggire per un solo istante la verità: “sono democristiano, mi so adattare”...

3) È tempo che, per evitare inutili polemiche e dannose contrapposizioni, chi, oltre il recinto delle opinioni ufficiali, intende combattere i revisionismi mettendo in discussione le stragi di Stato, costruisca un appuntamento autonomo, in cui possa esplicitare il proprio punto di vista, che non trova e non cerca posto nelle commemorazioni ufficiali.

Infine: se vengono “censurate” le proteste e al tempo stesso si “censurano” preventivamente altre possibilità di manifestazione pubblica (non competitive), non si lascia a chi vuole protestare che due sole possibilità: tacere o scomparire.

E permetteteci di respingere questa “democratica” alternativa.

Per un due agosto indipendente, senza polemiche né pacificazione

4 Ago, 2008

«Fischiare, fischiare: un modo, il loro, per dire che esistono. Un’infantile ricerca di visibilità» (Paolo Bolognesi sul “Corriere”).

In un angolo della piazza vicino al palco:
– Comunque siamo ancora in democrazia, no? Lei applaude, e io fischio.
– Qui non c’è nessuna democrazia, cretino!

In un altro angolo:
– Guarda che questa manifestazione è nata per ricordare i morti.
– No, questa manifestazione è nata perché la gente era incazzata!

Ogni 2 agosto le parole e gli insulti che volano tra chi fischia e chi cerca di impedirlo testimoniano che in quella piazza si esprimono due verità differenti: quella perbenista, e talora ipocrita, delle istituzioni che parlano lungamente dal palco; e un’altra che va invece nascosta, delegittimata, impedita, fino al sequestro dei volantini e alla denuncia per “vilipendio” avvenuti nel 2007, fino alla disonestà odierna dell’editoriale preventivo.

1. Da una parte, vi sono i discorsi ufficiali, tutti fondati su una netta opposizione tra democrazia e terrorismo. La democrazia sarebbe buona, accogliente, benefica, irreprensibile. Le compromissioni dello “stato democratico” nella strage del 2 agosto vengono così o taciute o ricordate come casi episodici di “deviazioni”. Ogni anno, da 28 anni, i familiari delle vittime bussano inutilmente alla porta dei governi più diversi per chiedere la verità sui mandanti della strage e l’abolizione del segreto di stato. Ogni anno il ministro di turno promette, sorride, stringe mani. Tutti sanno già che non cambierà nulla. Da alcuni anni, poi, il Terrorista è ritratto sempre più come un “mostro”, come un agghiacciante scherzo di natura, come qualcosa di totalmente estraneo alle strategie di potere dello Stato, rimuovendo gradatamente la verità storica sullo stragismo neofascista.

È il revisionismo alla Cofferati, meno smaccato e invadente delle fandonie di Cossiga e di AN, ma pur sempre disponibile a qualche concessione: ad esempio il primo maggio 2007 il sindaco Cofferati, a nome della città di Bologna, ha dato dal palco il benvenuto al sindacato di estrema destra UGL parlando davanti a uno striscione di solidarietà allo stragista nero Luigi Ciavardini: “Strage di Bologna: Ciavardini innocente”. Non ha fatto una piega. Del resto, già nel 2004 il primo discorso di Cofferati per il 2 agosto aveva ricevuto il plauso di Forza Italia e AN...

2. Ma vi è un’altra verità che oggi si cerca di soffocare in ogni modo, proprio mentre ci si appella alla “memoria”. Noi la portiamo in piazza ogni anno, come possiamo, anche con i fischi. Dalla strage di piazza Fontana del 1969 a quella di Bologna del 1980, l’Italia ha sperimentato dolorosamente una lunga serie di azioni terroristiche guidate da interi scomparti dello Stato e da neofascisti da questi personalmente organizzati, indirizzati, finanziati e protetti. Fin dal principio lo scopo era quello di promuovere con la violenza un “ritorno all’ordine”. Si voleva costringere la volontà diffusa di una diversa e più giusta organizzazione sociale di nuovo entro i ranghi oppressivi del lavoro salariato e dell’autoritarismo scolastico. Senza più dibattiti, contestazioni, lotte, antagonismi.

A lungo preparata, la strage di Bologna fu uno di questi capitoli e la sua verità storica non può essere staccata dalla storia dello stragismo neofascista e dei suoi appoggi istituzionali di ieri e di oggi. Quando nel 1994 fu emessa la condanna della Corte di Appello contro Mambro e Fioravanti come esecutori materiali della strage, sul “Corriere della Sera” apparve un’intervista ai due terroristi, dal titolo “Loro al governo, noi all’ergastolo”. Leggiamone solo l’inizio:

“Ma guarda Teodoro... E Gianfranco... E Francesco...”. Ogni volta che comincia un telegiornale, in un paio di celle di Rebibbia due bocche si spalancano con divertito stupore. Perché a loro, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, marito e moglie, condannati a diversi ergastoli per diversi omicidi politici commessi durante la loro forsennata avventura contro tutto e tutti tra le file dei Nuclei armati rivoluzionari, la novità fa ancora un certo effetto. Quelli che adesso sono lì, al governo, a trattare di presidenze bicamerali e consigli d’amministrazione, sono proprio i ragazzi con cui sono cresciuti, tra volantini, sprangate, manifestazioni, lutti, passioni...”

Oggi come ieri, Mambro e Fioravanti combattono la loro battaglia e sempre con buone coperture istituzionali. Dopo aver promosso il neofascismo con le bombe, ora lo fanno con le parole, le interviste, le menzogne, mentre i giovani fascisti tornano a uccidere, picchiare e tirare molotov contro centri sociali e campi nomadi.

Ma dimenticare la specificità delle stragi di stato pare diventato ormai un obbligo istituzionale a cui nessuno si sottrae. Dopo il revisionismo su fascismo e Resistenza, il revisionismo sul neofascismo stragista è un passo decisivo sulla via di un nuovo regime totalitario.

Ogni anno, quello che portiamo in piazza non è solo il lutto per le stragi di stato, ma anche il dolore perché quei morti sono serviti a costruire un mondo più ingiusto, ipocrita e violento. Per questo finora abbiamo sempre fischiato i rappresentati delle istituzioni: e lo abbiamo appreso proprio in quella piazza, nel corso degli anni, da gente comune che sapeva che lo stato non processa se stesso.

Tuttavia, poiché vi sono due verità è giusto che vi siano anche due commemorazioni. Così, per il prossimo 2 agosto, avanziamo la proposta di un’iniziativa pomeridiana alternativa, autorganizzata, semplice, lontana dagli insulti e dalle polemiche.

Saccà, Hitler e la TV revisionista

1 Ago, 2008

Lezioni di revisionismo
da Roma.Indymedia

Colloquio tra Agostino Saccà, direttore di RaiFiction, e Rubens Esposito, direttore affari legali della Rai, intercettazione telefonica del 23 agosto 2007 (“la Repubblica”, 30 luglio 2008):

«Sai che Hitler ha alleggerito le tasse anche durante la guerra? È vero che poi faceva il saccheggio contro gli ebrei... E ieri pensavo: guarda che coglione Prodi, ma se Hitler è stato attento a non aumentare le tasse...».

«Agostì, c’è una differenza tra l’uno e l’altro».

«Pazzo, ma genio del consenso».


Quanta parte ha la televisione nel processo di fascistizzazione della società italiana? Mussolini aveva la radio, oggi ci sono le fiction della Rai. Eccone un esempio, prodotto proprio dal geniale Agostino Saccà: una apologia del fascismo insinuante, strappalacrime, faziosa, menzognera, seguita però da 17 milioni di spettatori (“Il cuore nel pozzo”: un caso di revisionismo mediatico).

Certo, non sorprende che da un simile “direttore”, così sensibile ai drammi della storia, siano derivate operazioni ideologiche ignobili e revisioniste. Ne vedremo presto di peggiori. È una previsione pessimista?

Orwell scriveva nel 1937: “Prima di dichiarare che un mondo totalitario è un incubo che non potrà mai avverarsi, ricordate che nel 1925 il mondo in cui viviamo oggi sarebbe sembrato un incubo, che non poteva assolutamente avverarsi”.