Scrittori per ragazzi contro il razzismo di stato

14 Lug, 2008
Anche gli scrittori per ragazzi prendono posizione contro il razzismo di stato e un quotidiano ha pubblicato questa graziosa filastrocca:

Il Ministro dell'Ordine
ed i piccoli zingari
con le impronte degli indici
giocano a pari o dispari.
Prima del gioco dicono
ciascuno cosa mette
"Io metto le manine"
"Io metto le manette".

Gli scrittori per l’infanzia affermano che una misura come quella delle impronte digitali rende molto più complicato un aspetto essenziale della loro missione: “Proporre ai nostri piccoli lettori testi che parlano di solidarietà, di incontro tra i popoli, o narrano violenze e prevaricazioni subite dai loro coetanei come se fossero accadute nel passato e non potessero ripetersi mai più”.

Già, il problema è che violenze e prevaricazioni iniziano a ripetersi...

D'altra parte, ogni giorno il razzismo di stato trova larghi consensi su tivù e giornali, in modi a volte espliciti, a volte indiretti e manipolatori, tra le pieghe di un’informazione spazzatura volta solo a fomentare l’ignoranza e il pregiudizio.

Né sorprende la celebrazione funebre bipartisan per Gianfranco Funari, uno dei primi firmatari del Manifesto del “Movimento Zero” di Massimo Fini, un avanguardista della tv spazzatura, populista e strapaesano, vero emblema della nuova Italietta autoritaria e consensuale.

Vedi anche Incidenze.

Pesaro: aggressione neofascista a un 14enne

14 Lug, 2008
Pesaro. Ragazzino aggredito perché indossava la maglia del 'Che'
dal “Resto del Carlino”

È successo sabato ai giardini dell'ospedale San Salvatore. A molestarlo, facendolo cadere dalla bici, tre giovani, probabilmente di estrema destra, che poi sono fuggiti in macchina.

Pesaro, 14 luglio 2008 - L’aggressione dell’altro ieri davanti ai giardinetti dell’ospedale San Salvatore ha un’origine e un perché. Tre sconosciuti, probabilmente di estrema destra, sono scesi da una Fiat Punto nera correndo verso un ragazzino di 14 anni che stava transitando in bicicletta. Gli aggressori lo hanno fermato e poi spintonato violentemente a terra soltanto perché indossava una maglietta con l’immagine del Che Guevara. Sicuramente avrebbero continuato con la 'lezione' contro un ragazzino che nemmeno conoscevano, ma l’arrivo di qualcuno oltre alle grida del 14enne li hanno convinti a fuggire.

Sembra che qualche testimone abbia preso la targa della macchina ma la Digos non si è sbilanciata sulle indagini. È certo che sono stati setacciati immediatamente dopo i bar e i ritrovi di simpatizzanti di destra prendendo i loro nomi. L’opera di identificazione è servita anche a conoscere gli spostamenti dei giovani e un loro ipotetico coinvolgimento nell’aggressione al ragazzino. Il quale, oltre alla botta ricevuta per la violenta caduta a terra e alla paura per l’agguato, ha preferito il ritorno a casa piuttosto che ulteriori controlli sanitari.

L’episodio ha lasciato sconcertati gli stessi inquirenti perché non era mai accaduto che casi di intolleranza per motivi politici vedessero vittime dei ragazzini che hanno l’unica colpa di vestire con effigi di cui nemmeno conoscono il risvolto storico. La Digos non sottovaluta l’accaduto ed invita a denunciare immediatamente ogni episodio di intolleranza a fini politici. Se tre persone, probabilmente non di Pesaro, ma di transito in città, si gettano in pieno centro su un ragazzino che indossa la maglietta con l’immagine del Che, significa che sono abituate a farlo e che forse lo hanno già fatto anche a Pesaro.