contro il nuovo squadrismo

26 Apr, 2007

PIEGARSI VUOL DIRE MENTIRE

Negli ultimi tempi si fanno sempre più frequenti e preoccupanti le notizie di aggressioni da parte di neo-fascisti ai danni di compagni, migranti e di “diversi” in genere. Rimini e Lucca sono solo gli ultimi episodi di una lunga serie di violenze di stampo squadristico che da alcuni anni a questa parte vanno verificandosi: basti pensare che nell’ultimo anno sono state registrati (valutazione quindi in difetto) oltre 1300 attacchi nei confronti di minoranze e gruppi “politici”.

Inoltre è nota la tendenza italica delle forze armate e di polizia a stringere rapporti con questa gente, dato risaputo e che non fa che accrescere la preoccupazione nei confronti di chi può disporre della complicità dello stato.

A fianco delle violenze fisiche, i partiti e le organizzazioni di estrema destra si stanno impegnando da tempo in campagne di marcato stampo populista (vedi lotta per l’assegnazione delle case popolari agli italiani, campagna contro lo scippo del TFR...).

Sottovalutare l’entità di queste sarebbe un grosso errore, ed è sufficiente fare una visita al sito di FN per rendersi conto del rapido sviluppo che questi figuri stanno ottenendo: sempre nuove sezioni nascono sul territorio e si moltiplica la frequenza di iniziative pubbliche di carattere provocatorio.

Per questo si va profilando un nuovo scenario in cui il solo fatto di essere riconosciuti come facenti parte o simpatizzanti di movimenti sociali libertari può diventare motivo di pericolo per la propria incolumità fisica, nel tentativo di reprimere con l’intimidazione le nostre lotte.

Come già è stato detto e ripetuto da tanti la nostra tensione principale deve essere senz’altro volta alla diffusione delle nostre idee e quindi all’impegno in quelle lotte e per quelle istanze sociali che da sempre portiamo avanti con convinzione, con modalità orizzontali e antiautoritarie che si vanno a contrapporre proprio alla logica del gregarismo e dell’obbedienza cieca e incondizionata, punti cardine su cui i fascisti poggiano il loro agire.

Resta però il fatto che la difesa della nostra incolumità e delle nostre lotte è sempre stata e sarà sempre una responsabilità di ognuno di noi (com’è ovvio visto che non ci aspettiamo una mano dagli sbirri ma anzi...).

Per ottenere questo sarà necessario un continuo e costante monitoraggio delle attività dei fascisti e la capacità di dare una risposta immediata e decisa ai loro attacchi: gruppi di affinità e di difesa territoriale, osservatori antifascisti, assemblee di scambio di informazione e opinione sono tutti strumenti di cui possiamo e dobbiamo dotarci per evitare di essere travolti senza la possibilità di reagire.

Organizzarsi in questo senso è fondamentale perché le nostre lotte non corrano il rischio di essere stroncate da chi usa la violenza squadrista per arrivare dove lo stato non può.

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA PERMANENTE − BOLOGNA 

contro la propaganda eugenetica

26 Apr, 2007

Il 21 aprile 2007, giorno della liberazione di Bologna dal nazifascismo, si è tenuta alla Sala dell’Angelo una conferenza d’ispirazione neonazista sull’eugenetica e le biotecnologie, dal titolo “Biotecnologie: peccato d’orgoglio o volontà di potenza? OGM, etnicità, eugenismo, genetica delle popolazioni”.

In questa occasione tal Stefano Vaj ha presentato il suo libro “Biopolitica. Il nuovo paradigma”, la cui dottrina generale può riassumersi con queste parole dell’autore stesso: «l’antropologia ispirata al nazionalsocialismo mira da un lato all’identificazione (e al tempo stesso promozione) di caratteristiche biologiche assunte come “superiori” o “desiderabili” o “identificanti” all’interno di una prospettiva etnoculturale e popolare ben definita, e del tutto relativa; dall’altro alla loro difesa, ed affermazione concorrenziale, rispetto alle altre macrorazze» (come si legge nell’edizione web: www.biopolitica.it).

È un discorso che mescola dati scientifici falsanti o decontestualizzati, elementi di razzismo, romanzi di fantascienza, film, una sociologia impressionistica, secondo un’evidente volontà manipolatoria. A esempio di tale rigore scientifico valga la seguente citazione: «Ancora negli anni novanta, le tre protagoniste ebree (Diane Keaton, Bette Midler e Goldie Hawn) de “Il club delle prime mogli” (USA 1999), commedia brillante diretta da un regista ebreo, sono tutte e tre bionde – o tinte di biondo, il che come indicazione di preferenza estetica è ancora più significativa».

Quale esempio della sensibilità e della gioia di vivere di questo triste individuo basti questa citazione: «le tecniche in questione sono applicabili anche con riguardo alla riproduzione animale, né è necessario che in tali uteri siano prodotti embrioni interi, essendo perfettamente possibile attraverso la manipolazione genica inibire la crescita di tutte le parti del corpo tranne quella che si desidera far crescere (affiancata naturalmente ad un sistema circolatorio e a un “cuore”, naturale o meccanico), ad esempio un prosciutto di Parma o un filetto di bue o un “clone” del pancreas del paziente diabetico».

Invitiamo pertanto tutti a scrivere un messaggio di protesta al presidente del Quartiere Santo Stefano, dott. Andrea Forlani, per aver concesso una sala pubblica a un’iniziativa non solo volta a mistificare gli orizzonti attuali della ricerca scientifica, ma anche ignobile, razzista e offensiva verso tutti coloro che sono morti per sconfiggere la barbarie nazifascista.

indirizzo: Quartiere S.Stefano, Via S.Stefano 119, 40125 Bologna

                                 mail: PresidenteQSStefano@comune.bologna.it